Validité della terapia topica con ovuli vaginali di acido ialuronico nel trattamento degli effetti collateral! da radioterapia e chemioterapia sulla vagina | ЕВРОЛЕК
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Validité della terapia topica con ovuli vaginali di acido ialuronico nel trattamento degli effetti collateral! da radioterapia e chemioterapia sulla vagina

N. CASSARO, G. BIANCA, M.T. MELI

RlASSUN’TO: Validità della terapia topica con ovuli vaginali di acido ialuronico nel trattamento degli effetti collaterali da radioterapia e chemioterapia sulla vagina.

Le donne affette da tumori ginecologici (carcinoma della portio, del- I’endometrio e delle ovaie) o da altri tumori (carcinoma alseno o all’in- testino) sono spesso sottoposte ad un trattamento combinato cbe compren- de oltre I’intervento chirurgico anebe un trattamento adiuvante con ra­dioterapia e/o chemioterapia, in presenza di fattori di rischio di récidiva.

Sia il trattamento radioterapico che quello chentioterapico determi- nano in queue pazienti effetti collaterali piuttosto rilevanti, non solo a carico dei vari organi, ma anche a carico della vagina che pun essere se- de di tossicith pi it o mena grave.

Scopo del nostro studio è valutare l’incidenza ed il tipo di tossicith vaginale conseguente a trattamento radioterapico o chentioterapico e quindi valutare I’efftcacia di un trattamento locale mediante I’uso di ovuli vaginali di acido ialuronico (Cicatridina® ovuli vaginali, Farma- Derma) alio scopo di ridurre gli effetti collaterali legati a questo tipo di trattamento.

Dal gennaio 2004 al dicembre 2008 abbiamo trattato pressa la Clinica Ostetrica e Ginecologica “halo Panella»dellUniversith di Cata­nia, 79 pazienti affette da vari tipi di neoplasie e trattate in prima istanza con chirurgia a cui fa seguito, in presenza di fattori di rischio, una radioterapia esterna o una radioterapia combinata (esterna e/o in­terna) o cicli di chemioterapia.

Albt scopo di ridurre gli effetti collaterali legati a questo tipo di trat­tamento abbiamo eseguito un trattamento locate mediante I’uso di ovu­li vaginali di acido ialuronico sale sodico 5 mg per ovub>.

In conclusione abbiamo osservato che la radioterapia e la chemiote­rapia a livello vaginale determinano i tipici sintomi delbt menopausa cio’e atrofia, diminuita elasticith vaginale e ridotta lubrijicazione.

Pertanto dai risultati della nostra casistica, emerge che ‘e opponuno a nostro avviso, I’utilizzo di una terapia locale con ovuli a base di ac. ia­luronico sale sodico 5 mg, poiché essa favoriser unottima cicatrizzazio- ne con rigenerazione e proliferazione epiteliale mantenendo un buon trofismo, un elasticith vaginale ed una sufficientc lubrijicazione.

SUMMARY: Efficacy of topical therapy with vaginal ovules contain­ing hyaluronic acid in the treatment of the side effects of radiother­apy and chemotherapy on the vagina.

Women suffering from gynaecological tumours (carcinoma of portio, endometrium and ovaries) or other tumours (breast or bowel carcinoma) are often subjected to a combined treatment which also includes, in ad­dition to surgery, an adjuvant treatment with radiotherapy and/or chemotherapy, in presence of risk factors of recurrence.

On these patients, both radiotherapy and chemotherapy treatments result in rather significant side effects, not only on various organs, but al­so on the vagina which may be the seat of more or less serious toxicity1.

The aim ofour study is to evaluate the incidence, the type of vagi­nal toxicity following radiotherapy or chemotherapy and then to evalu­ate the efficacy of a local treatment through the use of vaginal ovules con­taining hyaluronic acid (Cicatridina™ vaginal ovules, Forma-Derma.) in order to reduce the side effects associated with this kind of treatment.

From January 2004 to December 2008 at the Obstetric and Gy­naecology Clinic “halo Panella” of the University of Catania we treated 79 patients sufftringffom different types of neoplasias and who werefirst treated with surgery, followed by, in presence of risk factors, an external radiotherapy or combined radiotherapy (external and /or internal) or cy­cles of chemotherapy.

In order to reduce the side effects associated with this kind of treat­ment. we performed a weal treatment through the use of vaginal ovules containing 5 mg of hyaluronic acid sodium salt per vaginal ovule.

In conclusion, we noticed that radiotherapy and chemotherapy at vaginal level result in the typical symptoms of menopause, i.e. atrophy, decreased vaginal elasticity and reduced lubrication.

Therefore, from the results of our case study, it becomes advisable in our opinion, the use of a local therapy with vaginal ovules containing 5 mg of hyaluronic acid sodium salt, as it promotes an excellent healing with epithelial regeneration and proliferation while maintaining a good trophism, a vaginal elasticity and a sufficient lubrication.


1progressi compiuti negli ulrimi decenni dalle te rapie adiuvanti, hanno determinato un sostanziale mi glioramento della prognosi nelle pazienti affette da va ri tipi di tumore.

Key WORDS: 

Tumori maligni ginecologici — Radioterapia pelvica -Tossicità vaginale — Prevenzione della stenosi vaginale — Disfunzioni ses- suali — Acido ialuronico. Gynecological cancer — Pelvic radiotherapy — Vaginal toxicity — Prevention of vaginal stenosis — Sexual dysfunction — Ialuro- nic acid.

I progressi compiuti negli ulrimi decenni dalle te rapie adiuvanti, hanno determinato un sostanziale mi glioramento della prognosi nelle pazienti affette da vari tipi di tumore.

In particolare le donne affecte da tumori ginecologi- ci (ca della portio, dell’endometrio e delle ovaie) sono spesso soctoposte ad un trattamento combinato che comprende oltrc l’intervento chirurgico di isterectomia totale e/o annesscctomia (secondo le varie modalità in relazione al tipo istologico ed alio stadio della malattia) anche la radiotcrapia (esternae/o brachiterapia) e/o chc- miotcrapia, in presenza di fattori di rischio di récidiva.

A questo gruppo di donne si pub aggiungere un al- tro gruppo di pazienti tractate per neoplasie di altri or- gani, coinvolgcnti per esempio la mammella o l’intesti- no, che sono state sottoposte a chirurgia ed a chemio- tcrapia come trattamento adiuvante.

Sia il trattamento radioterapico che quello chemio- terapico producono in queste pazienti effctti coilatera- li piuttosto rilevanti, non solo a carico dei vari organi, ma anche a carico della vagina che puô esserc sede di tossicità piii o meno gravi. Questo succédé non solo nelle donne in menopausa ma anche nclle donne in età fertile, vista l’aumentata incidenza di neoplasie in taie fascia di età.

Scopo del nostro studio è valutare l’incidenza, il ti­po di tossicità vaginale conseguenre a trattamento ra­dioterapico o chemiorerapico e quindi valutare l’effica- cia di un trattamento locale mcdiante l’uso di ovuli va- ginali di acido ialuronico (Cicatridina1 ovuli vaginali, Farina-Derma) allô scopo di ridurre gli effetti collate­ral! legaci a questo tipo di trattamento.

Tossicità vaginale da radioterapia

Come osservato in precedenza, i vari Au tori sono concordi nel riconoscere aile pazienti trattate per tu­mori ginecologici, l importanza del trattamento adiu­vante radioterapico della regione pelvica con fasci esterni e con brachiterapia, allô scopo di ridurre il ri­schio di récidiva.

Questa terapia è responsabile di complicanze a ca­rico della vagina che vanno dall’atrofia fino alla steno- si vaginale.

Queste modificazioni della vagina dopo trattamen­to radioterapico possono essere di due tipi: il primo è la conseguenza del danno locale diretto della radiote­rapia sul tessuto vaginale (précoce o tardivo) ed il se­condo c legato, specie nelle donne in età fertile, aile di- sfunzioni endocrine delle ovaie con conseguente ipoe- strogenismo che porta all’atrofîa vaginale.

Corne già osservato, il trattamento radioterapico comprende l’irradiazione esterna e la irradiazione en­dovaginale (brachiterapia). Nel primo caso le alterazio- ni tissutali indotte sono distribuite in maniera unifor­me su tutta la vagina mentre nel secondo caso si ha una distribuzione meno omogenea; possono cosi esser- ci arec più danneggiate rispetto ad altre.

Le irradiazioni determinano a livello vaginale un danno diretto sugli strati dell’epitelio con necrosi cel­lulare e blocco délia proliferazione, sicché l’epitclio va­ginale non si rigenera o si rigenera in maniera ridotta.

Questo effetto puo essere transitorio in quanto, co­nte succédé dopo trattamento con diatermo-coagula- zione o laser, l’epitelio sano proliféra a ricoprirc l’area discpitclizzata o alterata.

Invcce a livello del connettivo la radiotcrapia déter­mina un marcato infiltrato infiammatorio e un danno a carico dei vasi sanguigni con abbondante deposito di collagene e quindi sclerosi e fibrosi perivaginale (1).

Il tessuto elastico vaginale è sostituito cosi da tessu­to fibroso resistente (2).

Le irradiazioni sono responsabili anche di una obli- terazione dei vasi sanguigni che viene ad interferire con la fisiologica lubrificazione vaginale.

Conte conseguenza, l’epitelio danneggiato si sfalda facilmente e viene più facilmente aggredito da micror- ganismi, con aumento dei processi di vaginite. Questa mucosa sottile non è in grado di produrre glicogeno e la stessa llora vaginale subisce modificazioni: si ha infat­ti netta riduzione o scontparsa dei lattobacilli, causan- do cosi una situazione simile alla menopausa inoltrata.

Tutte queste modificazioni sono pertanto responsa­bili di vari gradi di tossicità vaginale che vanno dall’a- trolia fino all’insorgenza dei vari gradi di stenosi, di ul- cerazioni, di radionecrosi e di un marcato accorcia- inento délia vagina (3).

La tossicità vaginale è un effetto osservato da noi ginecologi oncologi comuneinente, ma spesso scarsa- mente documentant e non riconosciuto corne causato dal trattamento radioterapico (4-6).

I vari Autori riportano nelle loro casistiche una per- centuale di incidenza di tossicità vaginale variabile.

Robinson J et al. (1999) (2) riportano per le pa­zienti trattate per carcinoma délia portio e dell’endo- metrio con radioterapia adiuvante, una perccntuale compresa tra il 78% ed il 96% di tossicità vaginale.

Nunns D et al. (2001) (7) hanno studiato 517 donne con ca dell’endometrio sottoposte ad un tratta­mento chirurgico di TAHBSO ma solo 252 di queste hanno avuto un successivo trattamento adiuvante ra­dioterapico per l’alto rischio di récidiva (102 p tratta­te con sola brachiterapia, 51 con radioterapia esterna, 99 con entrambi). In questa casistica gli Autori ripor­tano un’incidenza delLatrofia vaginale in 46 su 75 donne (61.3%) mentre le teleangectasie sono presenti in 47/75 donne (62.6%) seguite dalla stenosi vaginale nel 54.7% (41/75 donne).

Brand AH et al. (2006)(3) riportano un’incidcnza di tossicità vaginale (atrofia e stenosi vaginale) variabile tra I’ 1.2% e l’88%. Taie marcata variabilità dipende dalle diversa modalità nel riportare le varie casistiche. Infatti se lo studio è specificamente indirizzato verso la tossicità

vaginale, la sua incidenza oscilla tra il 24% e 1’88% (11­7) mentre se riponata come parte di altre complicazio- ni da radioterapia I’incidenza cade tra Pi.2% ed il 3.6% (16).

Chang I et al. (2008) (10) riferiscono un’incidenza di tossicità vaginale del 12.7% nelle 173 donne muta­te per carcinoma dell’endomctrio.

Brand AH et al. (2006) (3) riportano vari gradi di tossicità vaginale con una diversa incidenza. Si osserva infatti ehe la maggiore incidenza si ha al grado 0 (58%) cd al grado 1 (27%).

E importante inoltre stabilire il tempo di inizio dei sintomi. Anche in questo caso i dati delle casistiche so­no diversi.

Brand Al i et al. (2006) (3) sostengono ehe le com- plicanze vaginali insorgono a 5-7 mesi dopo il tratta- mento brachiterapico.

Per Hartnam P e Diddle AW (1972) (8) le compli- canze insorgono dopo 3 mesi dalla fine della terapia.

Per Katz A (2001) (1) la complicanza vaginale che porta all’accordamento vaginale si verilica già nell’intcr- vallo tra due trattamenti di brachiterapia; Schover LR et al. (1989) (9) sostengono ehe i cambiamenti maggiori spesso compaiono entra 3 niesi dalla radioterapia e pos- sono continuare per almeno il primo anno dopo la tera­pia.

Anche l’età puô influenzare i diversi gradi di com- plicanze vaginali.

Brand AH et al. (2006) (3) hanno osservato ehe le donne di età > 50 anni hanno maggior rischio di svi- luppare atrofia e stenosi vaginale rispetto al gruppo di donne con età < 50 anni.

Hartman P et al. (1988) (8) riportano un’inciden­za di tossicità vaginale del 24% nel gruppo di donne di età < 45 anni, mentre c presente nel 48% nel gruppo di donne di età > 45 anni. Questo incrementato ri­schio di sviluppo di complicanzc vaginali nel gruppo di pazienti più anziane puô essere messo in relazione alla riduzione degli estrogen i c/o alla mancata attività sessuale nelle donne anziane.

Tossicità vaginale da chemioterapia

La chemioterapia seguente il trattamento primario di un tumore ehe intéressa non solo gli organi genitali ma anche altri organi, détermina a livello vaginale gli stessi effetti ehe si possono riscontrare nella donna già in menopausa.

Questi disturbi possono coinvolgere le donne in età fertile trattate per un tumore maligno, e quindi le stes­se manifestano precocemente i sintomi locali di una menopausa précoce.

Per effetto della chemioterapia, l’epitelio vaginale assume l’aspetto deU’atrofia da estrogeno-privazione e diventa sonde, pallido, e piuttosto trasparente; anche la stessa elasticità delle pareti vaginali viene persa, per cui il coito o l’applicazione dello speculum in sede va­ginale al momento della visita, puô provocare delle piccole lacerazioni sanguinanti ai cui bordi si possono intravedere lembi di mucosa staccarisi dal connettivo sottostante, come pure si possono osservare piccole pe- tecchie emorragiche legate sia alla sonigliezza dell’epi- telio ehe alla fragilità vascolare a cui si va incontro. Queste modificazioni vaginali anche se all’inizio della terapia risultano più modeste, continuando la stessa terapia si accentuano progressivamente.

Compaiono inoltre i disturbi di lubrificazione re- sponsabili della sccchezza vaginde, di pruriti, di bru- ciori ehe portano alla dispereunia, ad un vaginismo rcattivo con difficoltà ad avéré rapporti sessuali.

L’ambiente vaginale stesso subisce delle modifiche consistenti in una riduzione del glicogeno ehe porta ad una diminuzione del B. di Doëderlein e successiva pre- valcnza della flora coccica.

La presenza di questo ambiente vaginale e délia sot- tigliezza dell’epitelio (atrofia) riduce le difese locali per cui si ha uno sviluppo ed una maggiore aggressività dei microrganismi patogeni.

Questi disturbi legati all’uso della chemioterapia possono avéré una insorgenza rapida, specie dopo una menopausa insorta in seguito a chirurgia o a radiotera­pia.

Lutte queste condizioni presenti nelle donne tratta­te con chemioterapia, portano ad una significativa ri­duzione dei rapporti sessuali ehe si ripercuote negati- vamente sulla loro vita di relazione con il partner.

Materiale e metodi

Dal gennaio 2004 al dicembre 2008 abbiamo trat- tato presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica “Italo Panella” dell’Università di Catania, 79 pazienti afïette da vari tipi di néoplasie c trattate in prima istanza con chirurgia a cui fa seguito, in presenza di fattori di ri­schio, una radioterapia esterna o una radioterapia combinata (esterna c/o interna) o cicli di chemiotera­pia.

Allô scopo di ridurre gli effetti collaterali legati a questo tipo di trattamento abbiamo eseguito un tratta­mento locale mediante l’uso di ovuli vaginali di acido ialuronico sale sodico 5 mg per ovulo (Cicatridina* ovuli vaginali, Farma-Derma).

I.’acido ialuronico è un polissacaride appartenente alla classe dei gticosaminoglicani, ed ha un importante ruolo nel processo di riepitelizzazione cellulare c di ri- parazione e rigenerazione tissutale, garantendo cosi al tessuto vaginale trofismo, elasticità e lubrificazione grazie anche aile sue proprietà igroscopichc.

TABELLA1 — TlPO Dl TRATTAMENTO DEUE 79 PAZ1ENTI APPETIT DA VARI Dl TUMORE.

Chirurgia Ch i rar. + RT Chirur. + RT T Brach. Chirur. + Chemiot.
Ca porno (20) 12 8
Ca endometrio (29) 4 15 10
Ca ovaio (13) 13
Ca mammella (12) 12
Ca inresrino (5) 15

Il nostro protocollo di trattamento per la cura e la prevenzione degli effetti collaterali délia radioterapia ha previsto la somministrazione di un ovulo a base di ac. ialuronico due volte al di per tutto il periodo di trattamento con la radioterapia, per poi proseguire con un ovulo al di per 2 mesi. Nei mesi successivi si è som- ministrato 1 ovulo a sere alterne.

Per le pazienti trattate con chirurgia e chemiotera- pia abbiamo eseguito uno schéma terapeutico che ha previsto la somministrazionc di un ovulo la sera per tutto il periodo di trattamento chemioterapico per poi proseguire con la somministrazione di tre ovuli setti- manali.

Tutte le nostre pazienti sono State sottoposte a con- trolli mensili per i primi sei mesi per poi seguire i con- trolli ogni due mesi per il primo anno e quindi ogni tre mesi nel secondo anno.

Il controllo clinico comprendeva oltre la visita gi- necologica di routine anche un esame colposcopico délia vagina e del fondo vaginale. In taie occasione so­no stati raccolti dati riguardanti i sintomi soggettivi corne la presenza di dispareunia, secchezza vaginale, prurito e bruciore vaginale per tutto il periodo délia te­rapia radiante o délia terapia con antiblastici.

Risultati

Dal gennaio 2004 al dicembrc 2008 abbiamo trat- tato 79 pazienti (Tab. 1) affette da vari dpi di néopla­sie: 20 sono stati i casi di carcinoma délia portio di cui 12 trattati con isterectomia radicale seguita da radiote­rapia esterna, mentre 8 sono i casi trattati anche con brachiterapia.

I  casi di carcinoma dell’endometrio sono stati 29 e precisamente: 15 hanno avuto un trattamento combi- nato di chirurgia e radioterapia esterna, 10 trattati anche con brachiterapia e solo 4 casi trattati con sola chirurgia.

II  nostro campione, comprende anche 13 casi di car­cinoma dell’ovaio, 12 di carcinoma délia mammella e 5 casi di carcinoma intestinale, che sono State trattati con una chirurgia primaria seguita da trattamento chemio­terapico in presenza di fattori di rischio di récidiva.

I 12 casi di carcinoma délia mammella e le 5 pazienti affette da ca dell’intestino non sono stati tratta­ti presso il nostro istituto ma in altra sede e sono venu- te alla nostra osservazione presso l’ambulatorio di on- cologia ginecologica per i problemi inerenti agli effetti collaterali della chemioterapia.

La Tabella 2 indica il tipo c l’incidenza di tossicità vaginale nelle 45 pazienti trattate con la radio-terapia. L’atroha vaginale con la secchezza e la dispareunia sono i sintomi riscontrati più frequentemente (rispettivamen- tc nel 73.3% e nel 71.1% dei casi). Abbiamo inoltre ri- scontrato in 9 casi teleangectasie che sono spesso cause di perdite ematiche, ed in 11 casi aderenze lasse.

Una stenosi vaginale è stata riscontrata in 9 casi (20%) e precisamente in 8 casi essa ha coinvolto il so­lo fondo vaginale ed in un caso si è spinta anche al ter- zo medio della vagina.

Per quanto riguarda le 30 pazienti trattate con che­mioterapia adiuvante, tre sono stati i sintomi più fàcil- mente evidenziati (Tab. 3). La flogosi vaginale (pruri­to e bruciore) è stata riscontrata in 23 casi (76.6%) se­guita dall atrofia della mucosa e dalla secchezza vagina­le in 22 casi (73.3%) c quindi dalla dispareunia pre­sente in 20 casi (66.6%).

Tabella 2 — Incidenza e tipo di tossicità vaginale nelle 45 PAZIENTI TRATTATE CON RADIOTERAPIA ADIUVANTE.

Tipo di tossicita vaginale Incidenza
Atrofia della mucosa e secchezza vaginale 33(73.3%)
Dispareunia 32(71.1%)
Tcleangectasie (perdire ematichc) 9(20.0%)
Aderenze lasse 11(24.4%)
Stenosi vaginale

  • Fondo vaginale
  • Tcrzo medio vagina
9(20.0%)

  • 8
  • 1

Tabelia 3 — Incidenza e tipo di tossicità vaginale nelle 30 PAZIENTI TRArTATF. CON CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE.

l ipo di tossicita vaginale Incidenza
Atrofia della mucosa e secchezza vaginale 27(73.3%)
Dispareunia 20(66.6%)
Flogosi (pruriro e bruciore) 23(76.6%)

TABELLA 4 — RISPOSTA AUA TERAPIA LOCALE AL 1°, 3°, 6° MESE DOPO LA EINE DLLLA RADIOTERAPLA (ESTERNA ED INTERNA).

1° mese 3° mese 6° mese
Atrofia vaginale e secchezza (33) 16 (48.8%) 8 (24.4%) 2 (6.0%)
Dispareunia (32) 15 (46.8%) 7 (21.8%) 1 (3.1%)
Aderenze lasse (11) 5 (15.1%) 2 (18.1%)
Stenosi vaginale (9) 7 (77.7%) 4 (44.4%) 3 (33.1%)

Tabella 5 — Risposta alla terapia locale al 1°, 3°, 6° MESE NELLE PAZIENTI TRATTATE CON CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE

1° mese 3° mese 6° mese
Atrofia vaginale e secchezza (22) 10(45.5%) 5(22.7%) 2(9.0%)
Dispareunia (20) 10(50.0%) 6(30%) 1(5.0%)
Flogosi (23) (prurito e bruciore) 11(47.8%) 6(20%) 1(4.3%)

La Tabella 4 mostra i risultati délia risposta tera- peutica del nostro protocollo dopo uno, tre e sei mesi di trattamento con ovuli vaginali di acido ialuronico (Cicatridina® ovuli vaginali, Farma-Derma).

L’atrofia vaginale e la secchezza già al primo mese di terapia è stata riscontrata solo nel 48.8% delle pa- zienti ehe hanno presencato cale sintomo, per ridursi al controllo del 6° mese a solo 2 donne (6%).

Anche la dispareunia dopo il primo controllo è stata evidenziata solo nel 46.8% dei casi, riduccndo- si successivamente ad un solo caso (3.1%). Mentre per le aderenze lasse il miglioramento è stato piutto- sto rapido, per quanto riguarda la stenosi vaginale es- sa è stata riscontrata al primo mese ancora nel 77.7% delle pazienti ehe hanno presentato taie sintomo per poi ridursi ai controlli successivi del 3° e del 6° mese rispettivamente al 44.4% ed al 33.3.1%. Taie persi- stenza è legata indubbiamente ai gravi effetti délia brachiterapia.

Per quanto riguarda la risposta clinica al trattamen­to locale vaginale nelle pazienti trattate con chemiote- rapia adiuvante, si è osservato un netto miglioramento délia sintomatologia presentata già a partire dal 3° me­se. fnfatti al controllo clinico del sesto mese abbiamo osservato una riduzione dei segni di atrofia vaginale, délia dispareunia e délia flogosi rispettivamente al 9%, al 5% ed al 4.3% delle pazienti sottoposte a chemiote- rapia adiuvante (Tab. 5).

Conclusioni

Il trattamento adiuvante radioterapico e/o chemio- terapico détermina a livello vaginale modificazioni ehe possono andare dalla semplice atrofia fino ad arrivare alla stenosi vaginale con possibile insorgenza di una obliterazione délia vagina più o meno grave.

La maggior parte di tali donne vanno incontro a tutti i segni dell’atrofia vaginale, cioè secchezza vagina­le, dispareunia, sanguinamento, prurito ed infezioni.

Queste condizioni, se trascurate provocano alla donna un grave problema non solo fisico ma anche psicologico ehe si puô ripercuotere negativamente an­che nei rapporti con il partner.

In quesco ambito diventa importante dal punto di vista sintomatologico la dispareunia che in queste don­ne rappresenta un sintomo molto frequente e psicolo- gicamente pesante, e ehe instaura un circolo vizioso, perché risultando spiacevole il rapporto sessuale, lo rende meno frequente e di conseguenza F atrofia vagi­nale e la diminuita elasticità delle pareti si accentuano sempre progressivamente.

Taie perdita di elasticità ehe porta a retrazione del­le pareti vaginali e dei fornici è responsabile di abrasio- ni e lesioni supcrficiali délia mucosa, ehe di conse­guenza sanguina facilmente non solo dopo i rapporti sessuali ma anche durante una visita ginecologica di follow-up. Tutto cio porta nclla maggior parte delle donne ad uno stato di ansia.

Per effetto délia radioterapia e délia chemioterapia la vagina perde frequentemente la sua capacità sponta­nea di lubrificazione e quindi queste donne necessita- no spesso di una terapia locale con cicatrizzanti e lubri- ficanti ehe hanno lo scopo di migliorare il trofismo dell’epitelio vaginale e favorire una fisiologica lubrifi­cazione, condizione indispensabile affinché la visita gi­necologica sia sufficiente per la valutazione di una eventuale récidiva, ma anche affinché lo stesso rappor- co sessuale venga ben accettato dalla paziente.

E importante per noi anche la precocità di inizio délia terapia visto ehe gli effetti collaterali possono manifestarsi precocemente. Tra l’altro l’uso di un ovulo vaginale puo avéré un’azione meccanica ehe ri- duce marcatamentc il collabimento delle pareti vagnali evitando cosi la formazione di aderenze respon- sabili dell’insorgenza di una obliterazione e stenosi vaginale.

E inoltre importante sottolineare il ruolo deü’ctà della donna. Poiché anche se gli effetti sono più gravi nelle donne anziane, a nostro awiso è importante trat- tare precocemente le donne in età fertile allô scopo di ridurre gli effetti di una menopausa précoce.

In conclusione abbiamo osservato ehe la radiotera- pia e la chemioterapia a livello vaginale determinano i tipici sintomi della menopausa cioè atrofia, diminuita elasticità vaginale e ridotta lubrificazione.

Pertanto dai risultati della nostra casistica, diventa opportuno a nostro awiso, l’utilizzo di una terapia lo­cale con ovuli a base di ac. ialuronico sale sodico 5 mg poiché essa favorisce un’ottima cicatrizzazione con ri- gcncrazione e proliferazione epiteliale mantenendo un buon trofismo, un’elasticità vaginale ed una sufficien- te lubrificazione.

Inoltrc la sua associazione con la centella (60 mg), l’aloe vera (60 mg) e la calendula (60 mg) ha permes- so un miglioramento dei vari sintomi infiammatori cioè pruriro e bruciore che corne abbiamo osservato, sono spesso presenti nel nostro campione di pazienti esaminatc. Anche la presenza di olio essenziale di me­laleuca (2 mg) ha permesso per la sua capacità germi- cida di agire contro batteri e funghi, rispettando nello stesso tempo la normale flora saprofita.

of-www-cicatridina

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